un/a praticante universitario/a, Delegazione permanente UNESCO/Organizzazione internazionale della Francofonia (OIF), Parigi
La delegazione, attiva all’interno di un ambiente multilaterale che si occupa di temi di attualità, cerca un/a praticante universitario/a dinamico, capace di ragionare in modo interdisciplinare, con spiccate doti per il lavoro interculturale e dimestichezza nell’organizzazione di eventi. Il/la titolare del posto potrà vivere un’esperienza istruttiva che gli/le permetterà di conoscere da vicino la politica estera della Svizzera all’interno di un contesto multilaterale.
Mansioni
- Seguire autonomamente i lavori dell’UNESCO e redigere i relativi rapporti
- Seguire autonomamente i lavori dell’OIF e redigere i relativi rapporti
- Accompagnare la campagna di candidatura della Svizzera per il Consiglio esecutivo dell’UNESCO
- Aiutare a organizzare le visite di rappresentanti provenienti da Berna
Requisiti
- Diploma universitario (master)
- Ottime conoscenze scritte e orali di due lingue ufficiali e dell’inglese.
- Personalità incline alle relazioni interpersonali e dal contegno sicuro
- Esperienza in un ambiente multiculturale costituisce titolo preferenziale; nazionalità svizzera
Informazioni complementari
Per ulteriori informazioni rivolgersi alla signora Sibylle Obrist, delegata permanente aggiunta, scrivendo a sibylle.obrist@eda.admin.ch.
Termine per la presentazione delle candidature: 21.11.2018
Entrata in servizio: 1° febbraio 2019 o in data da convenire
Limitazione del posto: 31 dicembre 2019
Numero di riferimento: 36573
Il datore di lavoro
La Svizzera fa parte dell’UNESCO dal 1949 ed è rappresentata da una delegazione permanente presso la sede principale a Parigi. La delegazione difende gli interessi svizzeri presso l’UNESCO e l’Organizzazione internazionale della Francofonia (OIF).
Vari dipartimenti e uffici federali (DP, DSC, UFC, UFCOM, UFAM, DDIP, SEFRI ecc.) sono direttamente interessati dai temi affrontati quotidianamente dalla delegazione.
L’Amministrazione federale è attenta ai diversi vissuti dei suoi collaboratori e ne apprezza la diversità. La parità di trattamento gode quindi della massima priorità.



